L’educazione alla parità e al rispetto deve partire dalle fasce di età più giovani, per promuovere una società più giusta e rispettosa di tutte le identità e le differenze. L’Uisp ha scelto questo approccio da diversi anni e con continuità porta avanti percorsi di formazione e informazione rivolti a ragazzi e ragazze, per trasmettere messaggi positivi e responsabilizzare maschi e femmine sull’importanza del rispetto per tutte le altre persone.
Per fare il punto su queste proposte, nelle varie declinazioni territoriali, martedì 10 febbraio è stata organizzata una riunione on line, promossa dalle Politiche di genere e diritti Uisp, in cui confrontarsi e condividere buone pratiche.
“Questo appuntamento è una tappa del percorso di Futura - ha detto in apertura Manuela Claysset, responsabile Politiche di genere e diritti Uisp - è nostra intenzione mantenere una frequenza costante per poterci confrontare e condividere esperienze. Esistono molti progetti sul territorio che coinvolgono le scuole nel contrasto alla violenza contro le donne e agli stereotipi, in alcuni casi con focus su bullismo e cyber bullismo, come accade anche con il progetto Differenze 2.0. Il tema è sempre al centro dell’attenzione dell’Uisp, in questi giorni in modo particolare in seguito alla modifica del Ddl stupri in commissione giustizia alla Camera: nei giorni scorsi si è tenuta un’assemblea per promuovere una mobilitazione nazionale a cui l’Uisp ha aderito. Eliminare il concetto di consenso, per passare al dissenso, ribalta totalmente il principio approvato precedentemente: consenso libero e autonomo vuol dire che ogni persona deve essere consapevole e in grado di rispondere, mentre il dissenso costringe le donne a dimostrare di essersi opposta ad una violenza”.
Di consenso e linguaggio si sta parlando negli incontri del progetto Differenze 2.0 che si stanno svolgendo nelle sette città coinvolte, con moduli formativi composti da lezioni vere e proprie, role playing, incontri con esperti, laboratori corporei, che sfoceranno nella ideazione e realizzazione di campagne di sensibilizzazione a cura di ragazzi e ragazze. “Martedì 24 febbraio è in programma un appuntamento di formazione con le esperte dell’agenzia Comunicattive, per supportare la fase di progettazione della campagna comunicativa, al fine di lavorare a messaggi non stereotipati anche dal punto di vista visivo. In questa fase, inoltre, stiamo lavorando alla produzione di un raccoglitore con quattro volumetti che approfondiscono quattro temi al centro della riflessione del progetto: violenze maschile contro le donne; body shaming e cyber bullismo; violenza nello sport; bullismo tra pari”, ha detto Claysset.
Anche al di fuori del percorso di Differenze sono stati attivati sul territorio progetti che mettono al centro l'educazione e il coinvolgimento di ragazzi e ragazze insieme a docenti ed operatori sportivi.
Uisp Torino, ad esempio, è scesa in campo con “Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione”, che ha ottenuto un contributo da parte dell’assessorato pari opportunità del Comune. “Torino è stato un avamposto su questo tema - racconta Paola Voltolina, politiche di genere e diritti Uisp Torino - il discorso sulle politiche di genere è partito presto rispetto ad altre realtà e questo ha agevolato anche il nostro percorso. Le donne sono coinvolte in maniera trasversale da diverse discriminazioni, dal gap salariale alla violenza di genere, questo approccio cattura l’attenzione dei giovani che colgono subito l’importanza dell’argomento. Nell’ambito dell’iniziativa abbiamo predisposto, insieme alla facoltà di psicologia dell'Università di Torino, un questionario rivolto a ragazzi e ragazze degli istituti coinvolti da cui sono emerse informazioni importanti sulle discriminazioni in ambito sportivo, tra queste il problema economico. Molti ragazzi non praticano sport perchè costa troppo ma se i maschi riescono a organizzarsi più facilmente con il calcio la stessa cosa non avviene con la pallavolo, più praticata dalle femmine”. Per quanto riguarda l’analisi degli sport praticati i risultati parlano ancora di una suddivisione abbastanza tradizionale tra maschi e femmine, con una piccola quota di ragazze che pratica attività diverse come atletica o discipline orientali. “Un altro percorso è stato intrapreso con la scuola dell’infanzia dove proponiamo un lavoro che parte dalle favole - conclude Voltolina - rileggiamo le storie classiche proponendo una visione che mette al centro l’eroina, che si salva da sola o supporta il principe azzurro. Dalle società sportive emergono tante esperienze interessanti, buone pratiche di inclusione già praticate con semplicità e naturalezza”.
Dal Piemonte alla Toscana, Arianna Nerini, responsabile progettazione Uisp regionale, ha presentato il progetto “Scuole che producono movimento e salute”, realizzato in partnership con la Regione Toscana, nell’ambito del piano regionale di prevenzione. “Abbiamo proposto l’attività sportiva come strumento per parlare di parità di genere - racconta Arianna Nerini - il progetto è partito nel 2024 e in due annualità ha coinvolto, con attività in tutta la Toscana, 12 province e 390 alunni. I Comitati Uisp fanno attività nelle scuole parlando di disuguaglianze: gli operatori hanno seguito la formazione Uisp nell’ambito del progetto Differenze, un arricchimento reale per le Uisp del territorio. Per alcuni è stata la prima occasione di entrare in contatto con le scuole e hanno provveduto a distribuire opuscoli, a classi e genitori, per proporre un linguaggio comune. Il percorso è rivolto ad istituti comprensivi per accompagnarli fino alla terza media e chiudere il ciclo scolastico, con l’obiettivo di dare loro una nuova visione e approcciarsi alla scuola superiore con altre nozioni, sullo sport e le discriminazioni. I materiali tratti dall’esperienza di Differenze ci hanno permesso di scardinare una visione monodimensionale della nostra associazione, l’Uisp non è solo attività sportiva e salute, ma anche educazione di genere, attraverso il corpo e il movimento”.
Sempre dalla Toscana arriva la campagna “Cambia il gioco”, lanciata in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e presentata da Lucrezia Iurlaro, politiche di genere e diritti Uisp Toscana. Sono stati prodotti e distribuiti negli impianti e nelle palestre Uisp tre manifesti con tre messaggi diversi: "Nessun gesto è neutro", per stimolare una presa di responsabilità maschile sulla violenza di genere; "L'educazione è il primo allenamento", anche in ambito sportivo l’educazione è un elemento centrale per contrastare la violenza; “Il consenso è parte del gioco”, lo sport insegna che ogni contatto ha delle regole, valorizzando l’importanza del consenso. Il percorso proseguirà con altre azioni che saranno messe in campo dal Comitato regionale Uisp Toscana, con un focus sul linguaggio e un percorso di formazione per dirigenti e comparto sportivo regionale.
La formazione delle persone che entrano in contatto con studenti e studentesse è stata al centro della riflessione di molti partecipanti all’incontro: “C’è bisogno di incidere di più con la formazione dei docenti - afferma Yvonne Grimaldi, Uisp Forlì-Cesena - è rischioso parlare senza preparazione di temi così importanti. Noi proponiamo rigore e profondità scientifica, ma non sempre è così. Abbiamo proposto alle istituzioni locali di creare una rete tra scuole, enti locali, associazioni, per utilizzare una narrazione corretta e condivisa. Lavoriamo per seminare un seme fruttuoso”.